Genesi del linguaggio, natura del cervello umano!
Posted: Wed Nov 18, 2009 6:29 am
Kohët e fundit po shfletoj një libër neurologjie për qëllime provimi nga ku kam shkëputur një pjesë të shkurtër që flet për gjuhën. Shpresoj që t'iu pëlqeje!
Nell'assumere diversi comportamenti istintivi gli animali utilizzano la vocalizzazione come
segnale. Il grido o il canto distolgono i muscoli respiratori o la muscolatura oro-faringea dalla loro funzione primitiva. Un primo livello di organizzazione è costituito dalla sostanza reticolare ponto-mesencefalica.
Nei primati la vocalizzazione si differenzia, e un secondo livello di organizzazione si sviluppa nella faccia interna del lobo frontale, nella regione dell'aria motoria supplementare. Questa primitiva organizzazione resta essenziale nell'uomo: da lesione della calotta peduncolare o da lesione bilaterali dell'area motoria supplementare può conseguire uno stato di mutismo. Inoltre, una stimolazione di quest'ultima regione produce una vocalizzazione iterativa. Unicamente nell'uomo, una regione della corteccia frontale, situata al piede della circonvoluzione frontale ascendente, assume il controllo della vocalizzazione.
Parallelamente a questi stadi della vocalizzazione, si sviluppa la capacità di percepire il messaggio.
L'animale reagisce in maniera selettiva al segnale emesso dai suoi simili. Anche a livello del tronco del tronco encefalico esistono delle relazioni tra strutture di emissione e strutture di ricezione: l'animale differenzia il proprio grido da quello emesso da un'altro. D'altro canto il registro è limitato, geneticamente determinato e non è fondato sull'imitazione.
La capacità di riprodurre su imitazione il messaggio percepito rappresenta la tappa decisiva per lo sviluppo del linguaggio. Nel neonato, il pianto è un primo modo di comunicare tra madre e il bambino. Nel medesimo momento in cui compare il sorriso “ relazionale” il pianto cede il posto al balbettio che consiste in un primo scambio di suoni tra madre e bambino. All'età di 6 mesi compare
la lallazione. Attività ludica alla quale il bambino si dedica quando è solo, questo chiacchierio è una tappa universale, un'esercizio che precede le espressioni del linguaggio. Verso l'età di 9 mesi esso scompare bruscamente per lasciare il posto all'imitazione dei suoni prodotti dall'adulto. Questa tappa decisiva corrisponde al momento di inizio del processo di mielinizzazione della via che unisce , a livello corticale, la zona, la zona uditiva di Heschl all'area motoria di Broca.
Fin dalle origini, il linguaggio dell'uomo conserva la radice nell'affettività e la sua fondamentale qualità relazionale. Tuttavia la capacità di ripetizione immediata e poi di ripetizione differita dà al linguaggio la sua vera dimensione. In quanto nuovo sistema di segnali è lo strumento naturale della simbolizzazione. Lo schema audio-fonatorio diventa il simbolo dell'oggetto al quale è stato associato. Ben presto, la frase rappresenta in maniera distinta il soggetto, l'azione e l'oggetto. L'uso categoriale dei simboli verbali generalizza il loro contenuto semantico: essi non designano più un oggetto determinato, bensì un insieme di oggetti dotati di caratteristiche simili. Da questo momento il linguaggio evoca un oggetto o un azione in loro assenza, formula delle relazioni, le generalizza.
Ad ogni tappa di questo sviluppo, il linguaggio di ogni uomo è andato incontro alla lingua. Alla realtà comune che da molto tempo ha acquisito un'esistenza autonoma rispetto a coloro che la parlano. La lingua è un codice le cui unità differenziate sono i fonemi: essi corrispondono all'insieme di suoni elementari che l'apparato fonatorio dell'uomo è in grado di produrre. Tra questi fonemi ogni lingua opera una selezione. Le parole sono composte da uno o più fonemi. Essi sono l'unità espressiva del codice, ma il loro contenuto semantico non è rigido: il senso della parola varia considerevolmente secondo il contesto. Questo fatto porta a riconoscere il valore semantico delle frase associando le parole tra loro secondo le regole grammaticali, la frase rispetta alcune leggi fondamentali che implicano l'esistenza di strutture comunini alle diverse lingue. Di conseguenza sono di nuovo manifeste le costrizioni imposte alla lingua dalle disposizioni innate del cervello dell'uomo. L'uso del codice permette all'uomo di esprimere quello che prova, di dare un nome agli oggetti di definire le relazioni che constata, di descrivere l'azione che osserva. Nello stesso tempo il linguaggio rappresenta l'oggetto, l'azione e la relazione, al di là del momento in cui sono percepiti. Inoltre, donando all'uomo la possibilità di porsi nella propria storia, il linguaggio gli permette di passare dalla coscienza istantanea alla coscienza di sé. In fine il linguaggio conferisce
alla relazione interumana una nuova dimensione: come depositario della cultura il linguaggio rende linguaggio rende ogni uomo erede del capitale elaborato dalle generazioni anteriori.
Neurologia, J. Cambier, Masson 2007, pg 88.