"Moreover, you scorned our people, and compared the Albanese to sheep, and according to your custom think of us with insults. Nor have you shown yourself to have any knowledge of my race. Our elders were Epirotes, where this Pirro came from, whose force could scarcely support the Romans. This Pirro, who Taranto and many other places of Italy held back with armies. I do not have to speak for the Epiroti. They are very much stronger men than your Tarantini, a species of wet men who are born only to fish. If you want to say that Albania is part of Macedonia I would concede that a lot more of our ancestors were nobles who went as far as India under Alexander the Great and defeated all those peoples with incredible difficulty. From those men come these who you called sheep. But the nature of things is not changed. Why do your men run away in the faces of sheep?"
Letter from Skanderbeg to the Prince of Taranto ▬ Skanderbeg, October 31 1460

Giovanni Castriotti, figlio del fu Giorgio, detto Scanderbeg

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Giovanni Castriotti, figlio del fu Giorgio, detto Scanderbeg

#1

Post by land » Tue Mar 08, 2011 10:24 am

Ne italishte te vjeter.
Giovanni Castriotti, figlio del fu Giorgio, detto Scanderbegh, sbarca in Albania
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(p. 229)
[1481] Domentre queste cose fusseno fatte, essendo Suliman Alibego Eunuco beglerberg de Grecia col molte vittualie vene alla Valona per mandar in sussidio della cittade de Otranto, ma visto el paise de Albania fu levado in rebellion, quale mandò alla cittade de Scutari et quella muni, per dubito quella non fusse occupada per ditti populli; questo se havea adì 15 Settembre.
Et avendo i popoli del paise fu de Zorzi Castriotti, ditto Scanderbegh, in ditta parte de Albania mandado in Apulia per Zuane suo fiolo che andasse à tuor 1 il dominio di quello, et atrovandose quello in campo con il ditto Duca di Calavria2, quello insieme con uno suo cusin et molti Albanesi havea con lui, homeni valenti, mandò con alcune galie dell' armata sua Regia in ditte parte, con le qual etiam mandò Clada da Coron, el qual era fugido dal Brazo de Maina, per le qual conduto fù ai confini de Durazo, inel paise fu del ditto suo padre, dove dismontò et per quelli popoli acetado fu per suo signor. Questo inteso el dito Beglerbeg, che era alla Vallona, per socorrer la cittade de Otranto, mandò uno suo Sanzacho con personne 2 mil in ditto paise per discasar quello; all'incontro del detto Zuane mandò di molta zente con uno valente suo capitanio in sopra un passo per devedar l'intrar in ditto paise, ma per el ditto Sanzacho quello fù rebatudo et preso con quasi tutti queli erano con lui. Questo inteso el ditto Zuane, posto in fuga deliberò ritornar in Apulia, ma confortado dai ditti popoli, offerendoli combater per lui, assumò grande esercito de popoli di quel paise, et andò all'incontro del ditto Sanzacho, et quello superò et dala man di quello recuperò el ditto suo capitanio et zente, et quello mal menado fugò. Questo fù de... Agosto, et con tal vigoria andò sotto la cittade de Croia fù de suo padre, et quella assaltò, ma trovandosi in quella molti Turchi ben in ordene, non la potè haver; queste se have adi 25 Settembre.
Interim, dapoi andado in ditta parte de Albania el ditto Zuan Castriotti, galie 4 Dell' armada Regia, che quello condotto havea in ditte parte con Clada da Coron, el qual fugido era dal Brazo de Maina, andò discorrendo per quelle marine a danni de Turchi, et passò de li da Valona, et andò ai monti di Cimera, posto alla marina ai confini del detto luogo de Valona, per el qual indutto fù i popoli di quella montagna, che sono più de ville 50, che discasarono Turchi et redasese in libartade, et con ditte galie andò al castello chiamato Cimara, principal fortezza di quella patria, et quello assaltò; per li insulti dela qual galie et rebellion de ditti popoli, el Subasi del ditto loco di Cimara, che era in quello, mandò a dimandar sussidio al ditto Suleiman Alibego Belgerbeg, che era ad ditto loco di Valona per mandar sussidio A ditta cittade de Otranto; el qual subito con Turchi 3 mila se ne passò in suo sussidio, all'incontro del qual i popoli della ditta montagna in compagnia con molti balestrieri de ditte galie se ne andò sopra un passo et quello inperò et prese con molti Turchi, et molti altri ne amazò, che furono fra presi et morti cerca 1000, et lo resto mal menadi fugò, Questo inteso il detto Subasi, essendo occupati i passi da terra per ditti popoli, con la fede de ditti popoli abandonò el ditto castello de Cimera, et con una barca andò a Corfù, dove zonse adi 31 Agosto. Abandonato quel Luogo, Clada predetto, che era con ditte galie, in quello intrò et ebbe etiam il

(p. 230) castello de Sopoto che era in ditte montagne; et per detto Zuan Castriotti dal ditto suo cusin impetrado havea el ditto Suliman, dantoli duc. 1500, i quali divise infra la sua zente (f. 218-220).
Domentre queste cose fusseno fatte, Antonio Victuri ambasador de Venitiani adi 26 Agosto arrivò a Costantinopoli, incontro del qual andò i Bassà con molti Turchi, et quello receva con grande honor, et molto più di quello era costretto per altri tempi a far ad algum ambasador, et adi 28 ditto insieme con Battista Gritti bailo4 de Venetiani andò alla presentia del ditto Baiagit5, el qual se levò in piè et vene in capo el mostabe6 ad incontrarlo, et colui conduse in sopra el suo mostabe et fè sentar uno per loi, al qual quelo expose con parole general, condolendose della morte del padre et congradulandose della succession sua, in donio et vittorie, deinde intrar inelle altre pratiche, quello i disse dovesse esser con i Bassà, per i qual tutto i sarla referido, et quel fè vestir de panno doro; et adi 29 et 30 detto fu insieme con i Bassa et intrò in le pratiche de confermar la pace fatta con suo padre, et per quello fu ditto per detto orator in rechiesto che restituir volesse la isola de Negroponte et le cittade de Albania che erano stà dominade per Venetiani, et si come a suo padre era sta restituide le cittade sue; altri disse rechiese volesse conciederne le isole della Cefalonia et Zante, acciò non capitasse in man dei altri et che remeter dovesse el resto de ducati 200 mil li era promessi dar ogni anno per parte delle franchisie; per i qual referido al ditto Baiazit, fo li risposo, come la ditta isola et cittade lui havea havudo per el dominio de suo padre (f. 222-223).
Recuperada la ditta cittade de Otranto, essendo stà preso inelle parte de Cimera el ditto Suliman Alibego Beglerbeg de Grecia, che era venuto alla Valona per socorrer ditta cittade, quello, per Zuan Castriotti che havuda havea inelle man, fù dado a quelli del' armada Regia per ducati 4 mila; el qual quello conduse al ditto duca di Calavria prizon, al qual quello offerse ducati 20 mila che lo lasasse; havesse adi 23 Settembre (f. 224).
Zuan Castriotti, ultra el paise fù del suo padre have a recuperado, hebbe el castello de Scaluxi fù del ditto suo padre, et sottomesse molto paise che non era stà de suo padre; questo se have adi 13 decembre.


Extracts from a collection under the name "Stefano Magno"
"They are Nietzsche's over-men, these primitive Albanians — something between kings and tigers."
- Henry Noel Brailsford

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Re: Giovanni Castriotti, figlio del fu Giorgio, detto Scande

#2

Post by land » Tue Mar 08, 2011 10:28 am

Ne italishte moderne.

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(p. 229)
[1481] Mentre questi avvenimenti accadevano, essendo Suliman Alibego Eunuco Beglerberg di Grecia venuto con molte vettovaglie a Valona per mandare aiuto alla città di Otranto, ma visto che l’Albania si era sollevata in ribellione, egli mandò i rifornimenti alla città di Scutari, per dubbio che essa non venisse occupata dai detti popoli; questo avveniva il 15 Settembre.
I popoli dei paesi che furono sudditi di Giogio Castriota, detto Scanderbegh, in quella parte di Albania mandarono in Puglia per Giovanni suo figlio che venisse a prendere il suo dominio, e trovandosi lui in campo con il detto Duca di Calabria, questi insieme con un suo cugino e molti Albanesi che aveva con lui, uomini valenti, mandò con alcune Galere della sua Regia Armata in dette parti, con le quali mandò anche Clada da Corone, il quale era fuggito dal Braccio della Maina, con le quali fu condotto fino a Durazzo, nel paese che fu di suo padre, dove sbarcò e fu accettato da quei popoli come loro signore.
Avendo il Beglerbeg saputo di ciò, mentre era a Vallona, per soccorrere la citta di Otranto, mandò (un suo) Sangiacco con 2 mila persone in detto paese per scacciarlo; all’incontro del detto, Giovanni mandò un suo valente capitano con molti uomini in modo di tagliar l’entrata in quel paese, ma quello (il capitano) fu sconfitto e preso con quasi tutti i suoi uomini dal detto Sangiacco.
Avendo Giovanni saputo questo, messo in fuga deliberò ritornare in Puglia, ma confortato dai popoli di quel paese, che offrirono di combattere per lui, si mise a capo di un grande esercito di uomini del detto paese, e andò incontro al detto Sanzacho, e lo sconfisse e liberò il suo capitano ed uomini, e quello malmenato se la svignò. Questo avvenne in. . . Agosto, e con tanto vigore raggiunse la città di Croia che fu di suo padre, e la assalì, ma essendo questa ben difesa da numerosi Turchi, non potè conquistarla; questo avvenne il 25 Settembre.
Nel frattempo, dopo essere andato in detta parte di Albania il detto Giovanni Castriota, le 4 galere Dell’armata Regia, che l’aveva condotto in dette parti con Clada da Corone, il quale era fuggito dal Braccio della Maina, andò scorribando per quei mari a danno dei Turchi, e passò da li a Vallona, ed andò ai monti della Chimara, posto nei mari adiacenti della detta Vallona, dove fu accolto dai popoli di quella montagna, che sono più di 50 borghi, che avevano scacciato i Turchi e riacquistata la libertà, e con le dette galere andò al castello chiamato Chimara, principal fortezza di quella nazione, e l’assalì; per gli assalti di quelle galere e le ribellioni di detti popoli, il Subasi del detto luogo di Chimara, che era lì, chiese aiuto al detto Suleiman Alibego Belgerberg, che era a Vallona per aiutare la città di Otranto; questi subito prestò aiuto con 3 mila Turchi, all’incontro del quale i popoli della detta montagna in compagnia di molti balestrieri dalle dette galere salì un passo e lo dominò e prese con molti Turchi, e molti altri uccise, che fra catturati e morti erano circa 1000, ed il resto malmenati fuggirono. Avendo il Subasi saputo questo, ed essendo i passi da terra occupati da detti popoli, con salvacondotto di essi abandonò il castello di Cimera, e con una barca andò a Corfù, dove giunse il 31 Agosto. Il predetto Clada che era con le dette galere, abbandonato quel luogo entro’ in quello [ castello di Cimera? ] entrò ed ebbe anche il

(p. 230)
castello di Sopoto che era in dette montagne; e per il detto Giovanni Castriota dal detto suo cugino, ottenuto supplicando aveva il detto Souliman, dandogli 1500 ducati, I quali divise tra la sua gente (f.218-220).
Mentre tutto ciò avveniva, Antonio Victuri, ambasciatore dei Veneziani, arrivò a Costantinopoli il giorno 26 Agosto, al quale andò incontro il Bassà con molti Turchi, e lui ricevette con grande onore, (e) molto di più che non fosse costretto in altri tempi a fare per alcun ambasciatore, ed il giorno 28 di detto (mese di Agosto), insieme a Battista Gritti, bailo [ambasciatore] dei Veneziani, andò alla presenza del detto Baiagit, il quale si alzò in piedi e venne con un sedile avanti ad incontrarlo, e lo condusse sopra il suo sedile e fece seder uno per lato, al che espose con parole generali, condoglianze per la morte di suo padre e congratulazioni per la sua successione, in dominio e vittorie, per poi entrar in altri argomenti gli disse di stare con il Bassà attraverso il quale tutto gli sarebbe riferito, e lo fece vestire di panni dorati; ed il giorno 29 e 30 detto rimase insieme ai Bassà ed entrò nei fatti di confermare la pace fatta con suo padre, e da quello gli fu detto che si volesse restituire l’isola di Negroponte e le città di Albania che erano state dominate dai Veneziani, così come a suo padre furono restituite le sue città; altri dissero che richiese se volessero concedere le isole di Cefalonia e Zante, così che non cadessero in mano ad altri e che dovrebbero rimettere il resto dei 200 mila ducati che gli erano promessi (dar) ogni anno come franchigie; il che riferito al detto Baiazit, li fu risposto, come la detta isola e città lui l'aveva avuto attraverso il dominio di suo padre (f.222-223). Recuperata la detta città di Otranto, essendo stato preso in quelle parti di Chimara il detto Suliman Alibego Beglerbeg di Grecia, che era venuto a Vallona per soccorrere detta città, quello, attraverso Giovanni Castriota che lo aveva avuto in sue mani, fu dato a quelli dell’armata Regia per 4 mila ducati; la quale quello portò al detto Duca di Calabria prigioniero, al quale quello offerse 20 mila ducati che lo lasciasse; era il giorno 23 Settembre (f. 224).
Giovanni Castriota, avendo ricuperato (oltre) il paese che fu di suo padre, ebbe il castello di Scaluzzi che fu del detto suo padre, e sottomise molti paesi che non erano stati di suo padre; questo avvenne il giorno 13 Dicembre.
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